L’approccio della complessità si basa sull’assunto che l’economia non sia necessariamente in equilibrio: gli agenti economici (aziende, consumatori, investitori) cambiano di continuo le loro azioni e strategie in risposta al risultato che creano mutualmente. Questo fatto modifica a sua volta gli esiti delle loro azioni, e comporta che debbano costantemente adattare la propria risposta. Gli agenti economici, dunque, vivono in un mondo dove le loro credenze e strategie vengono costantemente messe alla prova per sopravvivere in un ambiente o “ecologia” che esse stesse creano, insieme. […] L’approccio della complessità vede l’economia come qualcosa in movimento, che perennemente si “computa” – ovvero si auto-costituisce dal nuovo, creando nuove strutture e possibilità da sfruttare, e perennemente aperto alla risposta.

 

William Brian Artur

La grande trasformazione

Viviamo in un mondo complesso, immersi in una grande rete di relazioni umane e commerciali in continua evoluzione, dove ogni nodo dispone di informazioni limitate ma preziose per ottimizzare decisioni individuali e collettive.

La stragrande maggioranza delle PMI italiane vive in questo contesto. Guidate da imprenditori con le mani sporche di officina, le PMI sono diventate in una cinquantina d’anni di lavoro quotidiano, nodi essenziali di reti globali di fornitura, capaci di operare con successo in questo ambiente complesso adattandosi quotidianamente alle sfide poste da clienti che sono spesso grandi operatori multinazionali.

È stata questa la prima grande trasformazione: da artigiani a imprenditori.

Ma il mondo è appunto complesso e mutevole. Non si può assumere che il futuro sarà uguale al passato. I concorrenti evolvono. Le tecnologie pure. L’età avanza e la ripetizione dello stesso schema di gioco non sempre è buona cosa.

Per questo molte imprese e molti imprenditori sono, proprio oggi, di fronte alla sfida di una seconda grande trasformazione: dalla gestione familiare a quella manageriale.

E’ una trasformazione cruciale per ogni famiglia imprenditoriale e per il Paese nel suo complesso. Perché ogni PMI è oggi detentrice di un know-how unico e spesso eccellente che – se non adeguatamente preservato – rischia di svanire nel nulla.

Non c’è nessuna garanzia che ciò non possa accadere. Di sicuro se si vuole preservare e sviluppare il valore generato in questi decenni occorre mettersi in movimento e in connessione con operatori del mercato che possono essere acceleratori di questa valorizzazione.

Per fare ciò occorre lavorare su 3 fronti:

Sviluppare la consapevolezza del cambiamento

Comprendere il valore e le potenzialità di sviluppo del proprio business

Attivare connessioni con chi può supportare la creazione di questo valore

Keda è l’advisor dell’imprenditore per affrontare questa seconda grande trasformazione.